Mail di lavoro

Dopo così tanti mesi, rieccomi. Per scrivere cazzate.

Quella che segue è una email che ho inviato a tutti i colleghi e i capi dell’ufficio questo pomeriggio.

Premessa. Tutti noi dipendenti riceviamo un buono mensa al giorno (circa 5 euro), non sono regalati ma sottratti dallo stipendio. Si dice essere un buon metodo per far ricevere un po’ più di soldi al dipendente e contemporaneamente farne spendere meno al datore di lavoro. Infatti la cifra pagata tramite la formula ticket è molto detassata rispetto al resto dello stipendio. Fatto sta che da qualche mese il “capo” è passato dal consegnarci un blocchetto di carta ad una tessera magnetica sul quale vengono caricati i buoni. Semplice, moderno e ecologico. Peccato che sia difficile trovare un esercizio che sia abilitato.

Dopo qualche mese, in seguito alle lamentele ricevute, il responsabile invia una mail a tutti con un elenco ufficiale contenente le attività certificate per la tessera elettronica ticket insieme ad una brochure PDF che snocciola gli innumerevoli vantaggi dell’e-ticket.

Tre settimane dopo rispondo a quella mail includendo tutti i destinatari originali.


Buongiorno a tutti.

Consapevole che esistono questioni ben più importanti, tenevo a condividere con tutti voi la mia odissea alla ricerca di una attività commerciale disposta a farmi spendere i miei tanto agognati ticket elettronici.

Da quando più di tre mesi fa siamo felicemente passati dai vetusti ticket cartacei alla più innovativa e avveniristica carta elettronica non sono riuscito a spendere nemmeno uno dei miei faticosamente guadagnati buoni. Negozi, ristoranti, pizzerie, pusher, bagarini, venditori ambulanti e mendicanti che prima accettavano di buon grado i fogliettini retrò, hanno tutti – senza esclusione – lanciato alla futuristica tessera sguardi muti, in un misto di scetticismo e diffidenza.

Ricevuta la mail con un folto elenco di attività certificate Edenred, mi dirigo, tronfio e speranzoso, verso il centro di Asti. Pronto a dar sfogo alle mie ormai represse necessità compulsive di shopping.

Scorrendo i nomi in elenco, decido dove iniziare a sperperare il mio corposo gruzzolo accumulato nei mesi precedenti. Prima direzione, Eataly (“La vita è troppo breve per mangiare e bere male”). Appena entro mi lancio verso la cassa sfoggiando la mia tesserina, per sentirmi finalmente accettato ed accompagnato nel mondo dell’acquisto equo, solidale ed obiettivamente borghese. Lo sguardo della cassiera però presagisce il peggio. Il personale sostiene di avere il POS da “diversi mesi” ma che stiano aspettando da altrettanto tempo che il personale Edenred si presenti per “attivare lo strumento”.

Dopo lo scoraggiamento iniziale mi dirigo a passo spedito verso il prossimo esercizio in elenco, a poche centinaia di metri di distanza. Carrefour Express. Passo dopo passo la fiducia verso il mio meritato successo aumenta, con il mio rettangolo di plastica magnetizzata in una mano varco la soglia e allungo la carta al cassiere. Il sorriso del ragazzo si spegne d’un botto e inizia a muovere gli occhi dalla tessera a me, fissandomi con occhi vacui, poi torna a osservare l’oggetto misterioso che tengo nella mano. Dopo qualche secondo di silenzio anche il mio sorriso inizia a vacillare. Pochi minuti dopo sono con il titolare a scambiare due parole. Egli sostiene di aver richiesto spontaneamente ad Edenred il POS e l’abilitazione ai ticket elettronici, la risposta dell’azienda sarebbe stata che non valeva la pena: nessuno utilizza l’e-ticket! Pochi secondi dopo l’uomo scatta una foto alla mia tessera”Così faccio vedere ad Edenred che avevo ragione, qualcuno che usa questa fantomatica scheda in realtà c’è!”.

L’ennesima sconfitta pesa, e l’impatto emotivo è forte.

In un ultimo slancio si orgoglio ho l’ultima carta da giocare, l’ultima spiaggia. Carlino.

Taglio corto stavolta. Loro accettano i ticket elettronici. Se non li accettassero loro non li accetterebbe nessuno, credo. Lì si può pagare anche con il vecchio conio, con testoni, banconote del Monopoli, tappi di plastica, batterie esauste ed è concessa anche una primordiale forma di baratto. Quindi i nostri ticket non sono un problema.

La morale è:

  • mai fidarsi dei file Excel
  • mai perdere le speranze
  • il cambiamento porta sempre disagi iniziali
  • Carlino accetta la tessera magnetica ticket

Ciao!

Fish

 

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