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Ieri, da perfetto figlio, ho fatto tappa da una fiorista per sorprendere mamma e parenti tutti con la mia struggente e frizzante sensibilità.

Ho addirittura strafatto, raddoppiando l’effetto ruffianaggine ed investendo meri euri in cambio di punti karma nella speranza, un giorno, di portare a casa un premio dignitoso. Tipo felicità, equilibrio, pace, illuminazione. Queste cose qui.

E ovviamente per ottenere obbiettivi a breve termine, non meno importanti; come il dimostrare al mondo di non essere così stronzo ed insensibile come a volte tento di sembrare con tutte le mie forze. “Mondo, guardami: sono tenero e cuccioloso“.

Che poi il mondo già lo sa e mia aiuta, spesso in modi sottili, altre volte in maniera proprio tamarra, come se nel frattempo dicesse “oh, và che ti sto dando una bella mano eh… non per fartelo pesare, però…“. Ma non in questo caso, in questo caso è stata una leggera spintarella.

E così la gentile fioraia, dopo aver saputo che le mamme da stupire con effetti floreali sarebbero state due e avermi visto tentennare sulle orchidee, francamente care, mi ha offerto uno sconto “per premiare la buona volontà“. Ringrazio e sfoggio il mio miglior sorriso, quello sincero. Se solo avesse saputo che la mia volontà includeva anche l’acquisto di indulgenze celesti!

Così ho fatto il colpaccio e ho lasciato il negozio con due sacchetti traboccanti rigogliose orchidee, che avrei porto con malcelato orgoglio e un simpatico sorriso truffaldino sul viso alle due mamme della famigghia: mamma e zia.

Ma quante ne so.

Le cose belle e che volevo condividere di tutto questo sono due: il sole, splendido ed accecante nella forse prima vera giornata primaverile dell’anno.

L’altra è una frase, stampata in bianco e nero, su foglio A4, ed appiccicata con nastro adesivo dietro al bancone della fioraia. Un aforisma, di queli che tanto apprezzo per efficacia e schiettezza, e che spesso racchiudono molto più significato delle parole contengono; e a volte di un intero libro. Come il profumo di un fiore sa dire molto più di sé della sua descrizione.

C’è un limite oltre il quale la pazienza cessa di essere una virtù” – Edmund Burke

Vorrei donare questa frase a chi eccede nella pazienza: smettete di farvi del male, svaccare fa bene ogni tanto! Così liberate un po’ di santa pazienza nell’atmosfera, e chi come me ne ha carenza può respirarne e farne uso al momento opportuno. Ingordi!

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